CORONAVIRUS: MISURE DI CONTENIMENTO DEI CONTAGI

Isolamento e tracciamento

Il primo concetto espresso in un qualsiasi testo di epidemiologia è il seguente:

per contrastare lo sviluppo di una epidemia non vaccinabile (perché il virus non è ancora ben noto), bisogna circoscrivere il focolaio per limitare al massimo i contatti, ergo i contagi.
Nello studio pubblicato su Lancet, “Feasibility of controlling COVID-19 outbreaks by isolation of cases and contacts” (LINK DIRETTO) si parla proprio di questo: isolare i casi di contagio certo e controllare (tracciare) gli individui che abbiano avuto contatti con essi.

Per limitare la maggior parte dei focolai, supponendo un R0 di 2.5 (valore inferiore a quello italiano stimato in data 9 Marzo) è stato necessario tracciare più del 70% dei soggetti venuti a contatto con un infettivo. Con un R0 di 3.5 è stato necessario tracciare più del 90%.

La probabilità di controllare l’epidemia diminuisce se le misure di isolamento del contagiato vengono prese in eccessivo ritardo dall’insorgenza dei sintomi, perché questo, banalmente, aumenta le probabilità di contatto con altre persone.

Al contempo, anche un minor numero di casi accertati tra i contatti tracciati oppure una eventuale trasmissione del virus prima dell’insorgenza dei sintomi fanno diminuire le probabilità di controllo. Nella maggior parte dei casi, la tracciatura dei contatti e l’isolamento dei contagiati è sufficiente per controllare un nuovo focolaio di COVID-19 entro 3 mesi. 

Effetti delle misure di isolamento su Re. Si noti come più contatti vengono tracciati, più Re tende a scendere sotto il valore 1. Immagine estrapolata da “Feasibility of controlling COVID-19 outbreaks by isolation of cases and contacts”.

Chiudere le scuole

Prima che in Italia venissero presi provvedimenti simili (il grado di similitudine non è oggetto della trattazione) a quelli presi nella provincia di Hubei (data 9 Marzo), si erano sollevati dubbi anche sulla mera necessità di chiudere i plessi scolastici.

La decisione di chiudere le scuole (e anche i luoghi di lavoro) è qualcosa di noto e ben determinato in letteratura. Nello studio “Effects of weather-related social distancing on city-scale transmission of respiratory viruses” (LINK DIRETTO) si dimostra come l’allontanamento dalla vita sociale sia fondamentale per ridurre i contagi, partendo proprio dalla chiusura delle scuole.

“Nel febbraio 2019, una nevicata insolitamente alta nello Stato occidentale di Washington ha portato alla chiusura di scuole e posti di lavoro. Abbiamo valutato l’impatto dell’allontanamento sociale causato da questo evento meteorologico estremo sulla trasmissione dei virus respiratori”.
La probabilità di contatto con un contagiato è diminuita dal 16% fino al 95% e di conseguenza l’incidenza delle malattie dal 3% al 9%.

Se si riesce a comprendere l’importanza di chiudere le scuole credo possa essere più semplice rispondere a domande del tipo: ha senso evitare di andare a giocare a calcetto con gli amici?
Sì, ha scientificamente senso!

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