CORONAVIRUS: STIMA DEL NUMERO REALE DI CONTAGIATI

Per capire l’andamento dell’epidemia risulta fondamentale comprendere la differenza tra numero di contagiati accertato e numero di contagiati reale. Il numero di contagiati che abbiamo a disposizione è, infatti, semplicemente il numero degli individui risultati positivi all’ormai famoso tampone. Non si tratta del numero totale di casi di coronavirus.

Siamo di fronte a una epidemia che ha un tasso di contagio estremamente elevato (APPROFONDIMENTO). Dopo un mese di epidemia è ormai chiaro come il problema principale sia proprio legato a ciò. Facciamo un rapido calcolo (gli esperti mi perdoneranno l’estrema semplificazione).

L’influenza stagionale, per una serie di ragioni che esulano dalla trattazione, ha un tasso di contagio pari a R0=1,5 (sovrastima): significa che dopo 10 passaggi, a partire da un singolo contagiato, potenzialmente possono esserci 59 contagiati. Il COVID-19 ha un R0=3 (sovrastima): significa che dopo 10 passaggi avremo potenzialmente 59.000 contagiati! Lo stesso rapporto che intercorre tra gli abitanti di Battipaglia (SA) e l’intera popolazione italiana.

È d’uopo cercare di effettuare una stima del numero dei contagiati reali, perché solamente comprendendo esso potremo effettuare dei ragionamenti sensati a livello statistico. Le decisioni mediche, politiche ed economiche vengono prese basandosi sui dati, non dimentichiamolo mai.


IPOTESI DI OXFORD: 60-80% della popolazione già infettata

Un recente studio del “Department of Medicine, University of Oxford” “Fundamental principles of epidemic spread highlight the immediate need for large-scale serological surveys to assess the stage of the SARS-CoV-2 epidemic” (LINK DIRETTO) ha ventilato le seguente ipotesi.

Ipotesi A. 1% della popolazione a rischio di gravi conseguenze.

al 06/03/2020, circa 45 giorni dopo l’introduzione [del virus in Italia], il modello suggerisce che circa il 60% (R0 = 2,25) o il 64% (R0 = 2,75) della popolazione sarebbe già stata esposta alla SARS-CoV-2″.

Ipotesi B. 0,1% della popolazione a rischio di gravi conseguenze.

è probabile che l’inizio della trasmissione sia avvenuto 17 giorni prima del primo rilevamento del caso e 38 giorni prima del primo decesso confermato, con l’80% già infettato già in data 06/03/2020

IPOTESI OXFORD, LIMITE SUPERIORE: 80% DELLA POPOLAZIONE INFETTATA (ipotesi 0,1% della popolazione con rischi di evoluzione severa)

Adam Kucharski (INFO), esperto di matematica applicata alla epidemiologia presso la “London School of Hygiene & Tropical Medicine” (INFO) dissente apertamente, sostenendo una più morbida previsione di un rapporto casi accertati/casi reali.


IPOTESI MORBIDA: 40% di casi non accertati

Chiariamo un aspetto legato al concetto di “asintomatico”. Dato che si tratta di soggetti portatori di coronavirus ma senza sintomatologia, essi costituiscono la quasi totalità dei casi NON accertati. Si suppone che i casi sintomatologici possano essere sottoposti a tampone nella quasi totalità dei casi.

Possiamo quantificare quanto detto grazie allo studio “COVID-19 Incubation Period: An Update” (LINK DIRETTO). “Dopo 14 giorni, il numero stimato di casi severi non accertati è stato di 1 ogni 10.000 pazienti”. Quindi, per i nostri scopi e per le considerazioni che seguono, possiamo fare una approssimazione: tutti i casi non accertati sono asintomatici.

Nello studio “Field Briefing: Diamond Princess COVID-19 Cases” (LINK DIRETTO) si attesta che non più della metà dei casi in esame sia asintomatico.

Il professor Neil Ferguson (Imperial College London) in “Estimating infection prevalence in Wuhan City from repatriation flights” (LINK DIRETTO), dove sono stati esaminati gli stranieri evacuati da Wuhan, non attesta alcuna chiara evidenza di preponderanza di asintomatici nelle statistiche.

In uno studio cinese volto all’analisi di soggetti venuti a contatto con infetti accertati, “Epidemiology and Transmission of COVID-19 in Shenzhen China: Analysis of 391 cases and 1,286 of their close contacts” (LINK DIRETTO), non vi è alcuna evidenza di ampia proporzione di asintomatici.

Nel “Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID-19)” si dimostra come NON sia vero che il virus girasse in maniera notevole già da tempo e quindi ci siano milioni di cittadini già contagiati (semmai asintomatici). (LINK DIRETTO, vedi pagina 9 “Testing at fever clinics and from routine ILI/SARI surveillance”). NON abbiamo confuso casi di COVID-19 con l’influenza stagionale nei mesi passati .

CASI NON ACCERTATI: 40% DEL TOTALE

Basandoci su questi studi, poniamoci nell’ipotesi che i casi NON accertati rappresentino il 40% del totale. In tal caso, il numero di casi accertati rappresenterebbe il 60% del totale reale. Ergo, per avere un’idea dei casi reali, dobbiamo moltiplicare massimo per 1.5 volte i casi certificati. 


IPOTESI MEDIA: 60% di casi non accertati

Nello studio canadese “Estimation of COVID-19 outbreak size in Italy based on international case exportations” (LINK DIRETTO), hanno stimato la percentuale di casi non certificati di coronavirus in Italia usando i dati della International Air Transport Association. I risultati parlano di una percentuale di casi non identificati tra il 61% e il 79% del totale. 

Nello studio “Evolving Epidemiology and Impact of Non-pharmaceutical Interventions on the Outbreak of Coronavirus Disease 2019 in Wuhan, China” (LINK DIRETTO) di un gruppo di studiosi della “Huazhong University of Science and Technology” e della “Harvard University , si ipotizza che ben il 59% dei casi infetti non siano stati accertati (compresi gli eventuali asintomatici).

Anche la dottoressa Xihong Lin (INFO), professoressa di biostatistica di Harvard, ha analizzato la situazione cinese. anche qui si stima un 60% di contagi non rilevato.

CASI NON ACCERTATI: 60% DEL TOTALE

Dire che il numero di contagiati non rilevato sia pari al 60% del totale, significa che i casi accertati rappresentano solamente il 40% del numero reale. Ergo, per avere un’idea dei casi reali, dobbiamo moltiplicare almeno per 2.5 volte i casi certificati. 


IPOTESI IN BASE AI DECESSI: 85% di casi non accertati

La Sensitivity Analysis (DEFINIZIONE) dello studio “Estimation of COVID-19 outbreak size in Italy based on international case exportations” (LINK DIRETTO), citato anche in precedenza, presenta un range di casi NON identificati pari a 27-75% del totale.

Mettendoci nel caso peggiore, il numero dei contagiati accertati sarebbe il 25% del totale reale, ergo in data 25 Marzo il totale sarebbe di 300.000 contagiati reali. Questo dato implicherebbe un IFR di 2,5%, almeno 2,5 volte maggiore di quello atteso, più di 10 volte di quello stimato (a livello globale) da Oxford. Improbabile! Conviene partite dall’ipotesi di letalità attesa per stimare i contagi reali.

La letalità è il rapporto tra il numero di decessi e il numero di contagiati. Essa esprime quale percentuale di contagiati è venuta a mancare.

Distinguiamo:

  • CFR: calcolo il rapporto tra numeri di decessi e numero di contagiati accertati. (SPIEGAZIONE).
  • IFR: calcolo il rapporto tra numero di decessi e numero di contagiati reale (stimato).

Nello studio “2019-nCoV: preliminary estimates of the confirmed-case-fatality-ratio and infection-fatality-ratio, and initial pandemic risk assessment” (LINK DIRETTO), si mette appunto in evidenza la differenza tra CFR e IFR, cioè letalità relativa e previsione di letalità assoluta.

L’IFR infatti fornisce quella che è una sorta di letalità “attesa”: tenendo conto degli studi disponibili, quale letalità mi aspetto dal coronavirus?

Dunque, facendo delle ipotesi sulla letalità attesa, posso ricavare il numero attuale di casi reali essendo noto il numero di decessi.

IFR = (numero decessi) / (numero contagiati reali)

Numero contagiati reali = (Numero decessi) / IFR

Vediamo alcune stima dell’IFR.


Fonte dati popolazione: UrbiStat (LINK DIRETTO)

Contesto: nave Diamond Princess.
Studio:“Estimating the infection and case fatality ratio for COVID-19 using age-adjusted data from the outbreak on the Diamond Princess cruise ship” (LINK DIRETTO)
Età: 1/3 dei passeggeri over 70.
IFR: 1,2%

Contesto: Corea del Sud
Articolo:“Coronavirus: South Korea’s aggressive testing gives clues to true fatality rate” (LINK DIRETTO)
Età: speranza di vita 82,02 anni (Italia 82,54), età media 42 (Italia 45)
IFR: 0,65%

Contesto: Regno Unito
Studio:“Impact of non-pharmaceutical interventions (NPIs) to reduce COVID19 mortality and healthcare demand” (LINK DIRETTO)
Età: speranza di vita 81 anni (Italia 82,54), età media 40 (Italia 45)
IFR: 0,9%



L’Università di Oxford, nello studio “Global Covid-19 Case Fatality Rates (LINK DIRETTO), attesta che:

La nostra migliore ipotesi attuale, al 22 marzo, è che l’IFR sia approssimativamente dello 0,20%.

In quelli senza problemi di salute preesistenti anche se oltre i 70 anni, i dati sono rassicuranti sul fatto che l’IFR non sarà probabilmente superiore all’1%.

In Italia, ci sono diverse ragioni per cui il CFR potrebbe essere più alto

Alla luce di queste ipotesi, facciamo una sorta di “caso peggiore”: supponiamo un IFR italiano pari a 1,5%.

Ipotesi IFR: 1,5%
Decessi: 7500 (25 Marzo)
Stima casi reali: 500.000
Casi accertati: 74.386
I casi accertati sono solamente il 15% del totale reale.

In questo momento i casi reali sono circa 6 volte i casi accertati

Tuttavia, sappiamo che i decessi al 25 Marzo dipendono dai contagi di almeno 14 giorni prima (LINK DIRETTO, “quanto durano i sintomi”).

Nello studio “2019-Novel Coronavirus (2019-nCoV): estimating the case fatality rate – a word of caution” (LINK DIRETTO) si analizza proprio questa incongruenza, cercando di allineare data del contagio e data del decesso.

Ipotesi IFR: 1,5%
Decessi: 7500 (25 Marzo)
Stima casi reali: 500.000

Stima tempo tra contagio e decesso: 7 giorni
Casi accertati in data 18 Marzo: 35.713
I casi accertati sono solamente il 7% del totale reale.

In questo momento i casi reali sono circa 14 volte i casi accertati.

CASI NON ACCERTATI: 85% DEL TOTALE


CONCLUSIONI

La professoressa Ilaria Capua (INFO , TWITTER), direttrice del “One Health Center of Excellence all’Università della Florida”, ha sintetizzato la situazione nel seguente modo:

“Il numero attuale dei contagiati? In realtà, non sappiamo quanti casi ci siano in Italia. Dubito che siano 4mila (in data 6 Marzo, n.d.r.), ma sinceramente non so se sono 20.000, 200.000 o 600.000. Il numero reale dei contagiati è molto importante, perché maggiore è il numero degli infettati, soprattutto asintomatici, tanto più è evidente la risposta della popolazione a rispondere al virus. E in questo modo comincia a sviluppare la cosiddetta immunità di gregge

Ebbene, alla luce dei dati presentati, non è possibile fornire una stima affidabile. Tuttavia possiamo sintetizzare quanto detto dagli esperti:


NUMERO CONTAGIATI NON ACCERTATI:
SOTTOSTIMA: 40% DEL TOTALE REALE, ipotesi IFR: 7%
SOVRASTIMA: 85% DEL TOTALE REALE, ipotesi IFR: 1,5%
STUDIOSI: 60% DEL TOTALE REALE, ipotesi IFR: 4%

IFR atteso COVID-19: circa 1%

CONDIVIDI VIA SOCIAL