IL RITARDO DEI DATI

I dati presentati nella tabella giornaliera della Protezione Civile NON rispecchiano la situazione del giorno precedente. Cerchiamo di capire perché.

L’ormai famoso tampone [foto Rainews]

Dal contagio al conteggio

Dal contagio di un soggetto al conteggio del medesimo, passano sia tempi che possiamo definire medici (comparsa dei sintomi), sia tempi che possiamo definire tecnici (tempo di analisi dei tamponi).

Non solo: sono stati riscontrati ritardi nella comunicazione dei dati, i quali appaiono essere davvero notevoli e, a mio modesto parere, incredibili. Proviamo a stimare il ritardo con il quale la tabella analizza la realtà.

Cosa dicono gli studi di settore

Nello studio The early phase of the COVID-19 outbreak in Lombardy, Italy(di Cereda et al.) si evidenzia come “un ritardo di 3,6 giorni (95% di CI, da 1 a 10) è stato trovato tra la data in cui è stato ricevuto il risultato del test e la data di registrazione nel set di dati. Il ritardo tra le date di insorgenza dei sintomi e la segnalazione è stato di 7,3 giorni (95% CI, 1 a 20)“. Inoltre è necessario supporre che intercorrano almeno 24 ore tra la segnalazione e l’effettuazione del test.

Stephen G. Baum scrive in “COVID-19 Incubation Period: An Update” (LINK DIRETTO):”La maggior parte dei pazienti che diventano sintomatici lo fanno entro 11 o 12 giorni“. Ci interessa questo dato perché la maggior parte dei tamponi è fatta sui pazienti sintomatici:”L’esecuzione del test diagnostico va riservata prioritariamente ai casi clinici sintomatici/paucisintomatici e ai contatti a rischio familiari e/o residenziali sintomatici” (Circolare del Ministero della Salute del 3 Aprile:”Pandemia di COVID-19 – Aggiornamento delle indicazioni sui test diagnostici e sui criteri da adottare nella determinazione delle priorità“)

Cosa dicono medici ed enti pubblici

I risultati dei tamponi vengono forniti in maniera non immediata, ovviamente. “A Padova servono oltre 5 giorni di tempo per l’esito di un tampone per coronavirus“, denuncia l’Associazione Medici Dirigenti del Veneto (LINK DIRETTO). In data 2 Aprile il Presidente della Regione Veneto aveva dichiarato:”Abbiamo fermi in attesa di essere processati circa 10.000 tamponi” (LINK DIRETTO). In Piemonte, a inizio Aprile, si parlava di 3 giorni di attesa (LINK DIRETTO).

Inoltre il ritardo NON è costante, varia da singolo tampone a singolo tampone: ogni test ha un ritardo differente. Non è possibile ragionare in media perché ogni cluster statistico (cioè ogni gruppo che fornisce i dati: gli ospedali alle regioni, le regioni alla Protezione Civile nazionale) elabora in dati i maniera completamente differente in termini di velocità di esecuzione e velocità di comunicazione.

Questo sia in relazione agli altri gruppi, sia in relazione a ciò che avviene nei giorni precedenti nello stesso laboratorio. Basti pensare alla eventuale mancanza di reagenti. Supponiamo, comunque, che tale ritardo sia di 3 giorni.

Conclusione

Ecco la somma dei vari ritardi:

Dal contagio ai sintomi11 giorni
Dai sintomi alla segnalazione del caso7 giorni
Dalla segnalazione del caso al tampone1 giorno
Dal tampone alla comunicazione dell’esito3 giorni
Dall’esito alla registrazione dei dati4 giorni
DISTANZA CONTAGIO-COMUNICAZIONE DATI26 giorni

Il quadro fornito dalla tabella della Protezione Civile non rileva la situazione attuale ma la situazione di circa 26 giorni fa.

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