CORONAVIRUS: I 10 PEGGIORI ERRORI SCIENTIFICI DEI POLITICI ITALIANI

La classifica delle più grandi sciocchezze dette dai politici italiani in ambito scientifico durante questa pandemia. In alcuni casi si tratta di convinzioni profondamente sbagliate, in altri (si spera) di meri errori. Dalla statistica creativa, alla fantamedicina.

Una scusa per chiarire alcuni importanti concetti legati alla pandemia.

Per ogni errore viene fornita opportuna spiegazione (è sufficiente premere su LEGGI per farla comparire): gli esperti mi perdoneranno le semplificazioni, i meno esperti mi perdoneranno alcune complessità.

Diceva Richard Feynman:“Per una tecnologia che abbia successo, la realtà deve avere la precedenza sulle pubbliche relazioni, perché la natura non può essere imbrogliata”.

10. Cunial: sistema immunitario riprogrammato

(foto da Repubblica.it)

“Il tutto mentre sta già pensando di distribuire il tattoo quantico per il riconoscimento vaccinale e i vaccini a mRNA come strumenti di riprogrammazione del nostro sistema immunitario

  • Sara Cunial, Deputato (eletta M5S, ora Gruppo Misto) (INFO)
  • Laurea in Chimica Industriale, Imprenditrice agricola
  • Dichiarazione del 14/05/2020, Camera dei Deputati (FONTE)

In realtà: il tatuaggio quantico non è un sistema di controllo segreto, esso e i vaccini mRNA NON servono per riprogrammare il nostro sistema immunitario.

Spiegazione:

Il cosiddetto tatuaggio quantico (“Quantum-dot tattoo hold vaccination record”, LINK DIRETTO), consiste una iniezione di punti quantici fluorescenti, contestualmente al vaccino. Essi fungono da “certificato di vaccinazione” immediatamente rilevabile. Si tratta della soluzione proposta dal bioingegnere professor Kevin J. McHugh (Rice University e MIT con finanziamenti di Bill Gates) vista l’impossibilità di avere database affidabili nei paesi particolarmente poveri.

I punti quantici sono delle nanostrutture (cioè grandi un miliardo di volte in meno di un metro) che sfruttano effetti quantistici (servono anche per i Qubit dei computer quantistici, LINK DIRETTO).

Il vaccino mRNA preve che l’RNA messaggero venga iniettato per indurre l’organismo stesso a produrre il vaccino (“mRNA vaccines — a new era in vaccinology”, Nature, LINK DIRETTO). Nel caso del COVID-19, l’obiettivo è codificare la proteina Spike del SARS-CoV-2 (spiegazione delle dottoresse Stasi e Silvestri, LINK DIRETTO)

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9. Santelli: animali a sangue freddo

(foto da Corriere.it)

“Misurare la febbre ad ogni persona che arriva in uno stabilimento balneare, ma possiamo misurare la febbre a 40 gradi all’ombra? Di cosa stiamo parlando? Con 40 gradi all’ombra chi non avrà 37 gradi di temperatura corporea?”

  • Jole Santelli, Presidente Regione Calabria (Forza Italia) (INFO)
  • Laurea in Giurisprudenza, Avvocato
  • Dichiarazione del 17/05/2020, Sky Tg24 (FONTE)

In realtà: siamo animali a sangue caldo non a sangue freddo.

Spiegazione:

Gli esseri umani e in generale tutti i mammiferi (oltre agli uccelli) sono animali omeotermi (a sangue caldo): producono una temperatura interna costante (tra i 36 e i 37 gradi), indipendentemente dall’ambiente esterno. Gli altri animali hanno una temperatura interna dipendente dalle condizioni ambientali (sangue freddo) (LINK DIRETTO).

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8. Di Maio: Immuni Maps degli infetti

(foto da Ansa.it)

[Immuni] serve a permettere a un cittadino di avere una segnalazione nel caso in cui stia per entrare a contatto con un positivo

  • Luigi Di Maio, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, (M5S) (INFO)
  • Diploma di Liceo Classico, Giornalista pubblicista
  • Dichiarazione del 23/04/2020, Sky Tg24 (FONTE)

In realtà: l’app Immuni non avvisa se stiamo per avvicinarci a un infetto accertato.

Spiegazione:

Il tracciamento dei contatti si basa sull’accertamento della effettiva infezione di un soggetto. Si presume che un infetto accertato venga messo in quarantena, quindi egli non può in alcun modo venire a contatto con persone sane DOPO l’accertamento della sua infettività: non ci sarebbe motivo di “segnalare” il nostro avvicinamento a un caso positivo accertato perché non sarebbe possibile avvicinarsi. Le applicazioni per il tracciamento dei contatti basate sul principio di prossimità, avvisano l’utente nel caso in cui sia stato (in passato) nelle vicinanze di una persona in seguito risultata positiva. Esse NON segnalano in tempo reale la presenza di un contagiati nei dintorni.

Qui l’articolo specifico sull’app Immuni APPROFONDIMENTO.

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7. Barillari: il vaccino non serve

(foto da Repubblica.it)

“Toh, il vaccino non serve! Non lo dice un pericoloso no-vax, ma la prestigiosa rivista scientifica Nature. Forse… perché il Sars-CoV-2 è già mutato circa 300 volte? Forse perché il nostro sistema immunitario sta sviluppando gli anticorpi?”

  • Davide Barillari, Consigliere Regionale Lazio (eletto M5S, ora Gruppo Misto) (INFO)
  • Diploma, Consulente Informatico
  • Dichiarazione del 17/05/2020, Twitter (FONTE)

In realtà: il vaccino serve e comunque Nature NON sostiene non serva.

Spiegazione:

Nell’articolo “Profile of a killer: the complex biology powering the coronavirus pandemic” (Nature, LINK DIRETTO), il professore di virologia Klaus Stöhr (Harvard) ha descritto l’evoluzione a medio-lungo termine del SARS-CoV-2.

È probabile un comportamento simile a quello degli altri coronavirus: esso avrà conseguenze sempre più attenuate nel corso degli anni. In futuro, dunque, il vaccino non sarà più necessario. L’articolo si chiude con la dichiarazione del professor Perlman (LINK DIRETTO), il quale definisce “ottimistica” questa visione nel breve periodo, dato che non vi sono evidenze di ciò al momento.

Il fatto che il virus possa mutare, comunque, non inficia la ricerca di un vaccino efficace. Il professor Rino Rappuoli (LINK DIRETTO) spiega:”Dalle osservazioni compiute finora, questo virus muta ma non come quello dell’influenza. Quindi gli scenari sono due: o il virus non muta abbastanza e si può usare sempre lo stesso vaccino, oppure se muta è possibile con le tecnologie attuali adattare abbastanza rapidamente i vaccini alle mutazioni, come facciamo con l’influenza“.

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6. Pauli: il 5G causa COVID-19

(foto dal profilo Facebook)

“Applichiamo la logica della scienza. Qual è stata la prima città del mondo coperta in 5G? Wuhan! Qual è la prima regione europea del 5G? Italia settentrionale

  • Gunter Pauli, riferimento economico e filosofico del M5S (FONTE Facebook, Di Maio, 2019) (FONTE Beppegrillo.it, 2018)
  • Laurea in Economia, Imprenditore e ideatore della Blue Economy (INFO)
  • Dichiarazione del 22/03/2020, Twitter (FONTE)

In realtà: le antenne 5G non hanno nulla a che vedere con il coronavirus.

Spiegazione:

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha una sezione apposita (LINK DIRETTO) per lo studio e il monitoraggio degli effetti sulla salute delle radiazioni non ionizzanti (“Protezione dalle radiazioni“, ISS, DEFINIZIONE), quali sono quelle che entrano in gioco nella telefonia mobile. Sono stati pubblicati più di 25.000 articoli scientifici sullo studio degli effetti biologici delle onde elettromagnetiche: l’esposizione a bassi livelli non ha rilevato accertate conseguenza sulla salute (materiale divulgativo dell’OMS, con definizioni e spiegazioni, LINK DIRETTO). L’argomento 5G va analizzato in maniera estremamente più approfondita e non è possibile farlo in poche righe

A prescindere da ciò, l’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection, LINK DIRETTO) specifica che “queste affermazioni [legame COVID-19 con il 5G] non sono supportate da alcuna prova (nemmeno prove estremamente deboli), e l’ampio corpus di conoscenze scientifiche relative ai campi elettromagnetici rilevanti per il 5G dimostra che tali affermazioni non sono fattibili. L’esposizione ai campi elettromagnetici da dispositivi 5G non causa COVID-19, né ha alcun effetto sul processo di malattia o sui risultati sanitari di coloro che sono infettati dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) che causa COVID-19. Come descritto dall’OMS, è necessario entrare fisicamente in contatto con il coronavirus per essere infettati da esso, e poiché i campi elettromagnetici da 5G non possono portare virus, non possono portare a contatto con il virus“.

Wuhan e la Lombardia non sono affatto i centri mondiali della rete 5G. La Svizzera, la Corea e il Giappone (tra le altre) sono nettamente avanti nello sviluppo di tale tecnologia, eppure in queste nazioni gli effetti del COVID-19 sono stati nettamente inferiori a quelli di Hubei e Italia. Dunque manca completamente correlazione tra la diffusione delle antenne 5G e gli effetti dell’epidemia. Quanto detto è verificabile attraverso la mappa mondiale 5G fornita da OOKLA (LINK DIRETTO). Giusto per fare un esempio italiano, a Roma, Napoli e Bari hanno già installato ripetitori 5G, tuttavia i casi positivi sono stati 15 volte in meno rispetto all’area di Bergamo.

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5. Invernizzi: distrutta intera generazione

(foto dal profilo Twitter)

[..] la Bergamasca stia perdendo un’intera generazione, non di vecchi, come si sente, ma un’intera generazione di nonni, un’intera generazione di padri e di madri

  • Cristian Invernizzi, Deputato (Lega Nord) (INFO)
  • Diploma Liceo Classico, commerciante
  • Dichiarazione del 25/03/2020, Camera dei Deputati (FONTE)

In realtà: nonostante a Bergamo vi sia stato un numero di decessi molto elevato, il 98% degli individui di età superiore ai 65 anni è ancora in vita.

Spiegazione:

La popolazione di Bergamo è costituita da circa 30.000 individui di età superiore ai 65 anni. Si tratta del 25% del totale (LINK DIRETTO). La mortalità totale, cioè dovuta a qualsiasi causa, nei mesi di Gennaio, Febbraio, Marzo e Aprile (fino al 15) è stata la seguente (LINK DIRETTO):

Nel mese di picco dell’epidemia (Marzo) si è avuta una mortalità 5 volte superiore al valore atteso (media 2015-2019 nello stesso periodo), per un totale di 670 decessi. Secondo il professor Bucci, ben 4/5 dell’eccedenza rispetto al valore atteso (quindi i 4/5 di 670-128=542, cioè 434) sono attribuibili al COVID-19.

I dati generali dell’ISS (LINK DIRETTO aggiornamento Maggio; LINK DIRETTO, Marzo) ci dicono che circa il 95% dei deceduti aveva un’età superiore ai 65 anni. Possiamo quindi ragionevolmente stimare in 413 i decessi over 65 dovuti al COVID-19 nel mese di Marzo a Bergamo.
In figura, i decessi attesi e i decessi reali tra gli over 65 (LINK DIRETTO). In sintesi, nel mese di Marzo a Bergamo:
  • Decessi per COVID-19 over 65: stima 413
  • Decessi totali over 65: 644
  • Popolazione over 65: 30.000
  • Percentuale decessi per COVID-19: 1.3%
  • Percentuale attesa per qualsiasi causa: 0.43%
  • Percentuale reale per qualsiasi causa: 2.1%
Pur essendoci stato un aumento drammatico dei decessi a causa dell’epidemia, aumento pari a quasi 5 volte, il 98% della popolazione over 65 non è incorsa in esito fatale a causa del COVID-19. Pertanto l’affermazione del deputato Invernizzi, secondo la quale una intera generazione di individui di età superiore ai 65 anni fosse stata persa a causa dell’epidemia, è falsa.
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4. Arcuri: COVID-19 peggio della Seconda Guerra Mondiale

(foto da Repubblica.it)

“Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più“.

  • Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 (INFO)
  • Laurea in Economia, Amministratore Delegato Invitalia (INFO)
  • Dichiarazione del 18/04/2020, Conferenza Stampa (FONTE)

In realtà: le conseguenze dell’epidemia di COVID-19 non sono paragonabili nella maniera più assoluta a quelle della Seconda Guerra Mondiale.

Spiegazione:

Analizziamo i dati della Seconda Guerra Mondiale (“Morti e dispersi per cause belliche“, Istituto Centrale di Statistica, LINK DIRETTO) per un confronto con i dati dell’epidemia.

Seconda Guerra Mondiale, Milano:

  • Morti Provincia di Milano: 10.528 (3.693 civili)
  • Dispersi Provincia di Milano: 5.930
  • Totale Provincia di Milano: 16.458
  • Popolazione Provincia di Milano 1936: 1.670.000
  • Percentuale Morti/Dispersi rispetto alla popolazione: 1%

COVID-19, Milano:

  • Morti Provincia di Milano COVID-19 al 27/05: 6000 (stima basata sui dati ISTAT LINK DIRETTO seguendo sia Bucci LINK DIRETTO che Villa LINK DIRETTO).
  • Popolazione Provincia di Milano 2019: 3.260.000
  • Percentuale Morti COVID-19 rispetto alla popolazione: 0.2%

Seconda Guerra Mondiale, Lombardia:

  • Morti Lombardia: 32.830 (9979 civili)
  • Dispersi Lombardia: 21.720
  • Totale Lombardia: 54.550
  • Popolazione Lombardia 1936: 5.836.000
  • Percentuale Morti/Dispersi rispetto alla popolazione: 1%

COVID-19, Lombardia:

  • Morti Lombardia COVID-19 al 27/05: 15.896 accertati, 21.000 stimati (LINK DIRETTO).
  • Popolazione Lombardia 2019: 10.060.000
  • Percentuale Morti Covid-19 rispetto alla popolazione: 0.2% (0.15% accertati)

Volendo limitare l’analisi al numero di decessi dovuti alla Seconda Guerra Mondiale (come suggerito da Arcuri), essi risultano 5 volte maggiori.

Un ulteriore dato, tra i tanti che si potrebbero citare, può far comprendere l’immensa differenza tra le due situazioni:

Bambini di età inferiore a 10 anni deceduti in Italia.

  • Seconda Guerra Mondiale: 13.155 (FONTE)
  • COVID-19: 4 (FONTE)

Bambini di età tra i 10 e i 15 anni deceduti in Italia.

  • Seconda Guerra Mondiale: 10.283 (FONTE)
  • COVID-19: 0 (FONTE)
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3. Sgarbi: morti COVID-19 sono il 4%

(foto da Repubblica.it)

“Sono morte in Italia 25.000 persone di coronavirus: non è vero, è un modo per terrorizzare gli italiani e imporre una dittatura del consenso. I dati dell’Istituto superiore di sanità dicono che il 96,3 per cento sono morti per altre patologie

  • Vittorio Sgarbi, Deputato (Forza Italia) e Sindaco di Sutri (VT)
  • Laurea di Filosofia, Critico d’Arte (INFO)
  • Dichiarazione del 24/04/2020, Camera dei Deputati (LINK DIRETTO)

In realtà: non è vero che il numero reale di decessi per COVID-19 sia pari al 4% di quelli comunicati dalla Protezione Civile.

Spiegazione:

Analizziamo i decessi accertati in data 23/04 (LINK DIRETTO): 25.549. Seguendo sia Bucci (LINK DIRETTO) che Villa (LINK DIRETTO), possiamo stimare a 35.000 i decessi reali causa COVID-19. Paradossalmente Sgarbi ha ragione quando dice che i dati comunicati non corrispondano alla reale situazione: essi rappresentano i 5/7 dei dati reali.

L’ISS (LINK DIRETTO) ha comunicato che solamente il 4% dei deceduti non presentava patologie preesistenti. Ciò non significa che il 96% dei pazienti deceduti, i quali soffrivano di almeno 1 patologie preesistente, non sia morto a causa del COVID-19.

È sufficiente analizzare l’aumento di mortalità nei mesi di Marzo e Aprile per comprendere come non sia possibile considerare realistica l’ipotesi di Sgarbi, al di là dell’errore di interpretazione nella lettura del Report ISS.

(grafico dello studio SiSMG)

Prendiamo la settimana del 22-28 Aprile, circa un mese dopo il picco. Sono stati registrati circa 170 morti al giorno in 10 città campione della zona NORD (studio SiSMG LINK DIRETTO): Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova. I decessi attesi erano (media 2015-2019) circa 120 al giorno.

Nella settimana 22-28 Aprile vi è stata una eccedenza di circa 350 morti rispetto al valore atteso. Questo in sole 10 città campione . Secondo l’ipotesi di Sgarbi, il numero reale di decessi per COVID-19 nelle medesima settimana sarebbe di 85 (4% dei 2133 decessi accertati nella sola settimana in esame).

Quindi l’eccedenza di mortalità nelle sole 10 città campione (la quale è un dato certo e non confutabile) sarebbe stata 4 volte superiore del totale dei morti per COVID-19 nell’intera penisola. Assurdo.

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2. Zaia: virus artificiale

(foto da Espresso.repubblica.it)

Se perde forza probabilmente potrebbe essere un virus artificiale […]. Se va via tanto velocemente, qualcosa di artificiale c’è di mezzo”.

“Io non sono un virologo: ma questi sono gli scenari. Cercate e troverete le versioni di cui ho parlato io. Dal punto di vista scientifico, è un’assurdità contestare quello che ho detto. Uno può dire ‘non è così’, ma non sono sparate. Ci sono pubblicazioni scientifiche

  • Luca Zaia, Presidente Regione Veneto (Lega Nord) (INFO)
  • Laurea in Scienze della Produzione Animale, Dirigente Pubblico
  • Dichiarazione del 09/05/2020, Conferenza Stampa (FONTE)
    Dichiarazione del 10/05/2020, Conferenza Stampa (FONTE)

In realtà: tutti i virus mutano e non lo fanno di certo perché artificiali; l’ipotesi secondo la quale si potrebbe dedurre l’origine artificiale del virus dalla sua “perdita di forza” è priva di ogni fondamento scientifico.

Spiegazione:

L’origine naturale del Sars-CoV-2 è stata accertata da mesi. Ecco uno degli studi principali a riguardo:”The proximal origin of SARS-CoV-2” (Nature, LINK DIRETTO). Il virus NON è stato “ingegnerizzato”, cioè NON è artificiale.

Detto ciò, è possibile discutere su se e come il virus sia mutato.

La comunità scientifica non ha mai parlato di “perdita di forza del virus. Come evidenzia in suo articolo il professor Enrico Bucci:”La comunità scientifica nazionale si è espressa largamente in senso negativo contro l’ipotesi che si sia già verificata una transizione verso un virus buono“. (LINK DIRETTO)

Il professor Guo Deyin sostiene che:”Il genoma del virus COVID-19 è molto stabile e non vedo alcun cambiamento di patogenicità causato dalla mutazione del virus” (LINK DIRETTO).

Il professor Massimo Ciccozzi fornisce un chiaro quadro della situazione:”Il coronavirus muta perché, da virus, è il suo lavoro quello di mutare e parassitare l’ospite per adattarsi a lui. […] Ma la prova per dire che queste mutazioni lo rendano meno aggressivo ancora non c’è” (LINK DIRETTO)

La situazione è chiaramente migliorata rispetto al periodo di Marzo: più che ad una mera mutazione del virus, ciò pare essere dovuto a una serie di concause. Una analisi precisa dell’evoluzione della mortalità per COVID-19 è stata realizzata da Luca Carra di scienzainrete.it (LINK DIRETTO)

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1. Gallera: trovare due persone infette nello stesso momento

(foto dal sito della Regione Lombardia)

“Rt=0,51 cosa vuol dire? Che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette. Questo vuol dire che non è così semplice trovare due persone infette nello stesso momento per infettare me. Quando è a 1 vuol dire che basta che incontri una persona infetta che mi infetto anch’io

  • Giulio Gallera, Assessore alla sanità e il welfare Regione Lombardia (Forza Italia) (INFO)
  • Laurea in Giurisprudenza, Avvocato
  • Dichiarazione del 23/05/2010, Conferenza Stampa, (FONTE)

In realtà: non è necessario trovarsi con due persone infette (essendo Rt=0.5) nello stesso momento per contagiarsi; le probabilità di contagio, comunque, non si sommano in questa maniera; Rt, a prescindere, non esprime una probabilità di contagio; nulla di ciò che è stato dichiarato ha senso logico e scientifico.

Spiegazione:

R0 mette in relazione la probabilità di contagio (per il numero di contatti) con la probabilità di guarigione, facendone il rapporto.

R0=(b*k)/u=(tasso di contagio/tasso guarigione)

Come scritto dal professor Andrea Pugliese (LINK DIRETTO), R0 rappresenta il numero medio di individui contagiati da un infetto durante il suo periodo di infettività. R0 esprime questo numero all’inizio dell’epidemia (infatti è anche detto “di base”), Rt durante l’epidemia.

Rt NON esprime la probabilità di contagio di un singolo individuo. Esso fa parte di un modello complesso, descritto da equazioni differenziali, che porta il nome di modello SIR. Anche dal punto di vista puramente matematico, Rt NON è rappresenta una probabilità.

Al seguente link trovate l’articolo di approfondimento su Rt: LINK DIRETTO.

Precisato, dunque, che R0 non rappresenta la probabilità di essere contagiati venendo a contatto con un infetto, è necessario spiegare come valutare quest’ultima.

La probabilità di essere contagiati ha una variabilità estremamente complessa, difficilmente modellabile. Essa cambia notevolmente a seconda dei soggetti, del contesto ambientale, della dinamica di contatto. Tuttavia il nostro scopo è spiegare perché non abbia alcun senso sommare la probabilità di singolo contagio, ergo possiamo fare una semplificazione molto netta.

  • Supponiamo, per assurdo, che la probabilità di contagio su singolo “contatto” sia realmente del 50% e (al contrario della situazione reale) sia costante e omogenea a prescindere da soggetti, dinamica e contesto.
  • Supponiamo, inoltre, che vi sia un unico “contatto” con ogni “Infetto”.

In pratica, stiamo supponendo che il contagio avvenga come il lancio di una moneta non truccata.

Se 1 Suscettibile S al contagio incontra 2 Infetti, A e B, qual’è la probabilità di essere contagiato?

Sia C l’evento “contagio” e NC l’evento “non contagio”, allora posso avere 4 casi differenti:

A contagia S B contagia S C C
A non contagia S B non contagia S NC NC
A contagia S B non contagia S C NC
A non contagia S B contagia S NC C

Per essere contagiato è sufficiente che ALMENO uno dei due mi contagi, ergo vanno bene tutti i casi in cui compare almeno una C: 3/4.

La probabilità di venire contagiato in questa situazione e in base alle ipotesi descritte è del 75% NON del 100% (ipotesi di Gallera, il quale sommava le probabilità del 50% di ogni Infetto). Inoltre NON è necessario che vi siano due infetti per contagiarmi, ne basta 1.

Chiaramente, al crescere degli infetti con i quali vengo a contatto, aumentano le probabilità di venire contagiato.

Se vi fossero, ad esempio, 4 Infetti, avrei 64 casi totali (concetto di Disposizione con Ripetizione LINK DIRETTO). Tra questi 64 casi totali, solamente 1 prevede 4 NC. Se ne deduce, anche senza esplicitare tutti gli eventi, che ho una probabilità di contagio di 63/64, ovviamente più alta ma altrettanto ovviamente NON del 100%.

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